la cicciona davanti a me addenta l’hamburger
del mcdonald’s con aria triste, poi continua a
guardarlo cogli occhi di Eva sulla mela morsicata
e non sembra capace di continuare, i gomiti sul
tavolino sporco di ketchup e un ciuffo di capelli
grigi obliquo sugli occhi. quei capelli non potevano
non essere stati unti con lo stesso olio che aveva
fritto il panino, ora tenuto a mezzaria. la luce al
neon dell’insegna le segna la faccia in modo decisivo
mentre fuori tutto gioca sulla velocità della vita
metropolitana. la cicciona sul punto di vomitare
prende un altro morso e lo mastica con le labbra
aperte; annaffia la carne con una sorsata di coca
light. i colori della confezione del panino si sposano
a perfezione con quelli della bibita dietetica.
(tutto questo, mentre il bambino che le è seduto
affianco, si diverte a immergere patatine fritte
nella vaschetta contenente la salsa barbeque.)